Quale valore viene riconosciuto all’accreditamento?

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Come le istituzioni pubbliche tengono in considerazione ACCREDIA / laboratori accreditati e prevedono in testi di legge, bandi ecc. l’utilizzo di prove accreditate?

Vi trasmetto un significativo esempio di una Delibera emanata dalla Regione Lombadia nel marzo scorso 2011, relativa ai controlli sugli scarichi degli impianti di trattamento acque reflue urbane, in attuazione alla legge nazionale; in particolare estraggo la voce b) del punto 6.4 “Idoneità del sistema di rilevamento e trasmissione dati” ad esempio leggiamo che:
– la partecipazione ai “circuiti di interconfronto” è di per sè requisito sufficiente all’idoneità del laboratorio
– le analisi possono essere eseguite da laboratori certificati ISO 9001 (o che si adeguino in tempi concessi alle indicazioni di ARPA)
– le prescrizioni di ARPA si riferiscono a locali, attrezzature, strumenti, metodi ecc.
in altre parole l’ARPA locale conta quanto  ACCREDIA !

Credo che questa delibera meriti di essere segnalata ad ACCREDIA come un esempio concreto rispetto a quanto evidenziato nell’assemblea tenuta a Milano.
Invito tutti a monitorare ogni atto formale (regolamenti, leggi, decreti, bandi ecc) trasmettendolo ad ALA, in cui si manifesti la totale misconoscenza dell’accreditamento in generale nelle ns. Provincie e Regioni.
Considerato il gravoso impegno richiesto per il mantenimento dell’accreditamento è assolutamente doveroso che chi opera in regime di ISO 17025 venga distinto da chi viceversa non ha alcun accreditamento.

Un saluto a tutti, resto in attesa di considerazioni in merito.

Umberto Minola