L’accreditamento nel D.M. Ambiente n. 22 del 14 febbraio 2013

Home  >>  ACCREDITAMENTO  >>  L’accreditamento nel D.M. Ambiente n. 22 del 14 febbraio 2013

Pubblichiamo il testo di questa segnalazione inviata da ALA ad ACCREDIA in merito al D.M. n. 22 del 14 febbraio 2013 http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-03-14&atto.codiceRedazionale=13G00061&elenco30giorni=false

e in download la successiva risposta del Direttore Generale di ACCREDIA Dr. Filippo Trifiletti

 

Spettabile ACCREDIA

Presidente ACCREDIA

Direttore Generale ACCREDIA

Presidente CIG ACCREDIA

e p.c. Membri del CCI

 

Oggetto: D.M. AMB. n. 22 del 14/02/2013

ALA – Associazione Laboratori Accreditati ritiene, anche in questo caso, di sottoporre alla Vostra attenzione alcuni contenuti del D.M. in oggetto in quanto carente della cultura e di ogni riferimento all’accreditamento.

Il disposto legislativo suddetto è rivolto ad un settore sicuramente importante sia in ambito energetico che ambientale; con il D.M. è stato istituito il cosiddetto meccanismo “end of waste”, finalizzato a chiarire quando un rifiuto, a valle di determinate operazioni di recupero, cessa di essere tale. Nel testo del decreto viene ripetutamente sottolineato che, qualora non siano rispettati tutti i requisiti di qualità delle materie prime, del sistema di gestione, del processo e del prodotto finale sia il produttore che l’utilizzatore ricadono nella disciplina dei rifiuti che, come noto, prevede gravi sanzioni anche penali.

Di seguito si riportano i contenuti del decreto che, a parere di ALA, meritano una certa attenzione poiché considerati inappropriati per una norma di derivazione europea emanata nel febbraio 2013:

· Art. 7 Comma 4 “il produttore determina con modalità conformi a quanto indicato dalla norma UNI EN 15359 … “ e di seguito “ … la caratterizzazione  … è effettuata secondo le metodiche di campionamento definite dalla norma UNI EN 15442 e le metodiche analitiche riportate nelle pertinenti parti della norma UNI EN 15443”.

· Art. 9 Comma 1 “il produttore adotta un sistema di gestione per la qualità … finalizzato al monitoraggio e controllo, tramite procedimenti documentati, attraverso il rispetto delle norme UNI EN 15358 … ”.

Rispetto a quanto citato sia nell’art. 7 comma 4 che nell’art. 9 comma 1, ALA pone due quesiti: ü da chi e come può essere dichiarata questa conformità? ü Cosa significa “procedimenti documentati”?

ALA sottolinea che nel D.M. in oggetto non viene mai previsto che le prove (chiave di volta della norma stessa) e le procedure di campionamento, vengano eseguite nel rispetto delle norme ISO 17025. Inoltre si propone una riflessione in merito alle tipologie di certificazione/registrazione menzionate nell’art. 9, dove al comma 1 i requisiti del Sistema di Gestione Qualità che il produttore adotta “ … attraverso il rispetto delle norme UNI EN 15358 ovvero, in alternativa, di registrazione … (EMAS)” non risultano allineati con quanto specificato al comma 3, del medesimo articolo, dove viene fatto riferimento alle norme UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 14001.

· Art. 17 Comma 1 ALA ritiene significativo che nell’art. 17 comma 1 si dichiara che: “è consentita la libera commercializzazione di combustibile da rifiuti fra Stati membri dell’Unione o Turchia e Stati associati a EFTA (Associazione europea di libero scambio) purché le stesse garantiscano i livelli di sicurezza, prestazioni ed informazione equivalenti a quelli prescritti dal presente decreto”. A fronte di questo, ALA pone un quesito: ü chi garantisce che il combustibile in questione, liberamente commercializzabile, non sia un rifiuto soggetto a tutte le regolamentazioni sul trasporto transfrontaliero?

· Art. 3 Comma 1 Lettera b “ … dotato di certificazione di qualità ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001”; si fa osservare che il Ministero conosce il significato della parola certificazione e in questo articolo è correttamente prevista.

ALA segnala infine, a puro titolo esemplificativo, che per altri settori (vedi Normativa sui fertilizzanti), considerata anche la delicatezza del tema, il Legislatore ha fatto proprie le indicazioni comunitarie definendo un “Registro dei Laboratori Accreditati ISO 17025” operanti nel settore delle prove per i fertilizzanti dove, i produttori, debbono avvalersi di questi Laboratori per certificare la qualità dei prodotti immessi sul mercato.

ALA, in quanto Associazione di soggetti accreditati, trova ingiusto il modo di procedere del Legislatore poiché dovuto a una evidente scarsa conoscenza in merito all’accreditamento; per questo ALA ritiene opportuno che ACCREDIA manifesti il proprio disappunto.

Contando che queste osservazioni possano essere utili al fine di valorizzare l’accreditamento, porgiamo cordiali saluti.

 

Zola Predosa, 21 maggio 2013

 

Il PRESIDENTE ALA

Ing. Giovanni Bassini