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Problematiche di sicurezza dei Laboratori di Analisi – Questionario informativo

Le disposizioni del Titolo IX (Protezione da agenti chimici – Protezione da agenti cancerogeni e mutageni) e del Titolo X (Esposizione ad agenti biologici) del Testo Unico per la sicurezza dei lavoratori (D.lgs. n. 81/2008 e s.m.i.) si sono rivelate, alla prova dei fatti, di problematica applicazione per il settore dei Laboratori d’analisi. In effetti le prescrizioni legislative in questione – che appaiono pensate per far fronte ai rischi delle grandi aziende di processo e produzione del settore chimico e farmaceutico più che ai rischi dei Laboratori di analisi – caratterizzati dalla ridotta presenza di personale e dall’uso di volumi limitati di sostanze pericolose per la sicurezza e la salute delle persone – debbono essere applicate, in maniera indifferenziata, in tutte le realtà in cui siano presenti sostanze soggette ai Titoli IX e X. Siffatta impostazione, adottata in forma del tutto generale dal legislatore, è pertanto fonte di oggettive difficoltà: –   applicative, perché prefigurano l’adozione di provvedimenti – in genere onerosi – non sempre proporzionati agli effettivi livelli di rischio, –   ed interpretative, atteso che conducono a comportamenti disuniformi – a volte contraddittori – degli organi di vigilanza (ASL). Tutto ciò, in particolare la mancanza di certezze interpretative, rende arduo il corretto e concreto soddisfacimento dei requisiti di legge – con il rischio, peraltro, di incorrere in pesanti sanzioni in caso di inadempienza –  e non consente un dispiegamento efficace delle attività di prevenzione in questo settore, inducendo insicurezza  nei soggetti obbligati. Partendo da queste considerazioni e facendo perno sui rapporti di collaborazione reciprocamente instaurati e sulle specifiche competenze, AIAS (Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza), ALA (Associazione Laboratori Accreditati) e CONFCOMMERCIO hanno attivato il Gruppo Tecnico Applicazione del Dlgs. 81/2008 e s.m.i. ai Laboratori d’Analisi al fine di:

  1. predisporre un elenco delle problematiche applicative delle disposizioni di legge che si riscontrano nei laboratori di analisi, in vista della ricerca delle relative soluzioni da  validarsi, nelle sedi competenti, sotto forma di Linee Guida o di Codici di buona prassi;
  2. sottoporre alla Commissione Consultiva Permanente operante presso il Ministero del Lavoro:
    • i documenti elaborati in relazione al punto 1,
    • una proposta di procedure standardizzate per l’effettuazione della valutazione dei rischi – specificamente mirate ai profili di rischio ed agli indici infortunistici di settore – da considerarsi come applicative delle linee guida,
    • un documento mirato alla qualificazione delle imprese secondo l’indice di prevenzione rischi di una organizzazione, per facilitare lo sviluppo e la adozione di «buone prassi».

Relativamente al primo obiettivo, per stimolare la discussione e raccogliere i dati e le riflessioni che emergono dalle dirette esperienze maturate sull’intero territorio nazionale, è stato messo a punto il

QUESTIONARIO qui allegato

che si prega codesta Organizzazione di voler diffondere presso i propri associati. Si sottolinea l’opportunità che l’Organizzazione voglia, a propria volta, sollecitare i propri aderenti a corrispondere alla richiesta, sottolineando l’importanza di poter disporre del “ritorno” di informazioni direttamente dal territorio per avere un quadro il più possibile completo delle effettive realtà e difficoltà operative del settore.   Il Coordinatore del Gruppo Tecnico ing. Mario Alvino     Milano, 19 settembre 2010