Attività settore enologico

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La sezione si è attivata per i problemi specifici del settore dei laboratori enologici accreditati:

  1. Soppressione marchio INE, ad un colloquio con la dr.ssa La Torre è stato sottoposto il problema per cercare alternative.
  2. V.Q.P.R.D. con D.M. 8.11.2005 si erano aperte nuove prospettive per tutti i laboratori accreditati. Il Tar del Lazio, su ricorso di alcune Camere di Commercio, con ordinanza del 20.03.2006, sospendendo tale decreto ha bloccato la possibilità di utilizzare l’accreditamento.
  3. Studio di opportunità alternative che permettano di utilizzare l’accreditamento, ammortizzandone parzialmente i costi, e che lo valorizzino.
  4. L.82 del 20.02.2006, meglio conosciuta come legge Collavini, ha introdotto l’obbligo ai laboratori ufficiali accreditati di effettuare su tutti i certificati ufficiali il test di fermentescibilità e la ricerca dei denaturanti con obbligo di denuncia da parte del laboratorio. La sanzione amministrativa è, inoltre, a carico dei laboratori. A.L.A. ha consegnato al MIPAAF una prima lettera in data 04.10.2006 con 26 sottoscrizioni, richiedendo una sospensione di tale legge. La finanziaria 2007 ha tolto il test di fermentescibilità, mantenendo però l’obbligo per la ricerca dei denaturanti. E’ stata inviata una seconda lettera, in data 13.02.2007, al MIPAAF, precisamente al dott. Ambrosio ed al dott. Lo Piparo, congiuntamente con Federdoc e Confagricoltura. Lo scopo ribadito è quello di sospendere la ricerca dei denaturanti, vedi testo in allegato. Il Responsabile della sezione enologia di A.L.A., a seguito di un colloquio con un Dirigente del Ministero, incaricato dalla dr.ssa La Torre, ha concordato che qualora ci fossero dei problemi inerenti le prescrizioni della L.82 in ambito di qualsiasi controllo, farà da intermediario per provvedere ad informare il Ministero.

 

TESTO LETTERA MIPAAF 13.02.2007

Gent.mo Dr. Giuseppe Ambrosio
Capo Dipartimento delle Politiche di Sviluppo
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Via XX Settembre n. 20 00187 ROMA

Gent.mo Dr. Giovanni Lo Piparo
Ispettore Generale Capo
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Via XX Settembre n. 20 00187 ROMA

OGGETTO: Ricerca denaturanti: Legge 82 del 20.02.2006: art.14 comma 8 – art.35 comma 6 g).

Roma, lì 13 febbraio 2007

Facciamo seguito alla ns. lettera del 04.10.2006, consegnata personalmente alla dr.ssa La Torre in data 09.11.2006, per rinnovare e sollecitare la richiesta di sospensione della ricerca dei denaturanti, prevista dall’art.14 comma 8 della Legge 82/2006. Gli articoli di cui all’oggetto stanno creando confusione e difficoltà, sia tecniche che economiche, agli operatori del settore, siano essi laboratori accreditati ed autorizzati che produttori di vino. Di seguito si riportano i rilievi e le relative considerazioni che gli operatori del settore, firmatari della presente, ritengono il legislatore avrebbe dovuto considerare:

  1. L’obbligo di effettuare sistematicamente su tutti i certificati ufficiali la ricerca dei denaturanti dovrebbe essere richiesta dal legislatore agli organismi di vigilanza, ma non imposta ai laboratori accreditati ed autorizzati, che tra l’altro hanno l’obbligo ulteriore di segnalare l’eventuale esito irregolare. A rendere ancora più paradossale la situazione la sanzione a carico del laboratorio per la violazione. Il laboratorio a qualsiasi richiesta di certificato ufficiale, deve imporre al cliente, che per lo più non è a conoscenza di quanto imposto dalla Legge 82 e non è sanzionabile, delle analisi non richieste dallo stesso, addebitandone i costi suppletivi con le conseguenze immaginabili. E’ eclatante l’esempio di un certificato per la compravendita (alcool per distillazione) che si vede più che triplicare il costo.
  2. L’art.14 comma 8) recita espressamente “…la ricerca dei denaturanti previsti dalla presente legge…” lasciando all’interpretazione della legge quali siano i denaturanti da ricercare: solo il litio, come previsto dal decreto attuativo del 31.07.2006 specificatamente per i vini alterati e le fecce, o anche il sodio, previsto dal D.M. 16.10.1969 (G.U. n. 270 23.10.1969) specificatamente per i mosti con gradazione inferiore agli otto gradi ed acidità volatile elevata e non espressamente citato dalla Legge 82. Non è quindi ben chiaro quale sia l’analita o gli analiti da determinare: litio, sodio, cloruri? Si evidenzia, inoltre, la mancata emissione del D.M. previsto dall’art.8 comma 1) che avrebbe dovuto stabilire la sostanza rivelatrice da utilizzare.
  3. Ulteriore complicazione è l’assenza del limite legale per il litio che rende impossibile stabilire quando far scattare la segnalazione alle Autorità competenti. Anche per il sodio manca il limite legale; esiste solo una Risoluzione Oeno 6/91 che evidenzia la variabilità del contenuto in sodio nei vini ed indica una quantità di massima di 60 mg/l. Come risaputo le Risoluzioni Oeno non hanno valore legale, a meno che non siano state recepite ufficialmente.
  4. I laboratori enologici accreditati presso il Sinal al 05.02.2007 risultano essere n. 114; di questi solo n. 28 hanno accreditato la prova del litio e n. 43 la prova del sodio. Appare evidente la necessità di dare il tempo a tutti di poter provvedere.
  5. Qualora si volesse utilizzare il sub-appalto delle prove, oltre a tutta la parte burocratica richiesta dal Sinal, le tempistiche previste per l’emissione dei certificati ufficiali, non lo permetterebbero.
  6. Non ultimo il problema economico che nasce per molti laboratori nel dover accreditare altre due prove.

I firmatari della presente sollecitano pertanto la sospensione della determinazione dei denaturanti, in attesa della rivalutazione degli articoli in oggetto con l’opportuna valutazione degli aspetti tecnici con la collaborazione delle parti coinvolte.

Fiduciosi in un Vs. positivo riscontro, porgiamo i più distinti saluti.

Responsabile settore Enologia A.L.A. Chiara Beraldo

29/03/2009 01:16