Comunicazione laboratori enologici – I rapporti tra SINAL e MIPAF

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Egregi Signori,

sono a fornirVi, in qualità di Presidente dell’Associazione             Laboratori Accreditati, una comunicazione pervenuta da un             laboratorio accreditato settore enologico che recita:

Prendendo visione di un rapporto di prova, riportante la dicitura             accreditato SINAL al n°xxxx, emesso da un laboratorio concorrente è             emerso quanto di seguito descritto.

Per le determinazioni: – dei solfati, dei cloruri e dell’acido             sorbico anziché riportare il valore determinato oppure la dicitura             “INFERIORE A“, veniva indicato “NEL LIMITE” (senza specificare il             valore); – per l’anidride solforosa libera c’era l’indicazione             “ASSENTE”, che non può assolutamente essere visto che il valore             dell’anidride solforosa totale è comunque di 141 mg/l, al massimo             (anche se abbastanza inverosimile) l’anidride solforosa libera             poteva essere INFERIORE al limite di rilevabilità.

Controllando nel sito del SINAL per vedere innanzitutto se tutte             le prove fossero accreditate con metodo ufficiale come stabilito per             le esportazioni da: – Regio Decreto legge 26.10.1933 n.1443; –             Decreto Ministeriale 14.12.1933; – Reg. CEE n. 2676/90 del             17.09.1990 e successive modifiche od integrazioni; – Reg. CEE             n.1493/99 del 17.05.1999 art.46.

Dopo varie ricerche negative per nominativo del laboratorio in             questione, ho provato con il n° di accreditamento dichiarato, il             numero di accreditamento mi ha confermato che “nessun laboratorio             risulta avere il numero di accreditamento xxxx”.

A questo punto sempre dopo una serie di ricerche sono riuscita a             risalire alla Autorizzazione Ministeriale che il laboratorio in             questione ha per l’emissione dei certificati per le             esportazioni. Premesso che, per ottenere l’Autorizzazione             Ministeriale (rif.: Circolare Ministeriale 13.01.2000 n.1,             pubblicata sulla G.U. n.55 del 07.03.2000) è necessario aver             ottenuto “l’accreditamento delle prove e del sistema qualità in             conformità alle prescrizioni della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 da             parte di un organismo conforme alla norma UNI CEI EN 45003 ed             accreditato in ambito EA”; la validità è triennale a condizione che             “il laboratorio mantenga la validità dell’accreditamento per tutto             il detto periodo”.

Pertanto, mi viene spontaneo chiedere cosa succede se un             accreditamento è sospeso o non c’è più? Chi dovrebbe             controllare? Il SINAL dovrebbe comunicare al MIPAF, visto la             particolarità delle autorizzazioni, la sospensione             dell’accreditamento o la sua cessazione?

Sempre nel Decreto Ministeriale che rinnova l’autorizzazione ad             un laboratorio c’è un capoverso che indica “… il laboratorio come             colui che ha l’onere di comunicare all’Amministrazione Autorizzante             eventuali cambiamenti sopravvenuti interessanti la struttura             societaria, l’ubicazione del laboratorio, la dotazione strumentale,             l’impiego del personale ed ogni altra modifica concernente le prove             di analisi per le quali il laboratorio medesimo è             accreditato. L’omessa comunicazione comporta la sospensione             dell’autorizzazione.”

Ritengo sia abbastanza difficile che un laboratorio si             “AUTOSOSPENDA” pregiudicandosi la possibilità di lavorare!!! Questi             controlli dovrebbero essere effettuati da un organismo ufficiale             oppure …

Nei vari controlli che ho effettuato per verificare che non ci             fossero modifiche nei decreti ministeriali per le autorizzazioni ai             laboratori, ho scoperto un’altra cosa interessante, anche questa per             caso: stampato un decreto di rinnovo recente (D.M. 19.12.2005,             pubblicato sulla G.U. n.1 del 02.01.2006) di un laboratorio a me             sconosciuto, nella lista delle prove accreditate ne vedo alcune             usuali per il settore enologico accreditate come metodo interno e             non come previsto dal Reg.Cee n.1493/99 art.46 con metodo ufficiale.             Tali determinazioni sono tra le più utilizzate nell’ambito della             certificazione autorizzata dal MIPAF.

A questo punto mi viene spontaneo chiedere se il MIPAF controlla             o perlomeno legge quello che deve autorizzare. Tra l’altro non             risulta che l’utilizzo dei metodi ufficiali sia stato modificato!!!             Lo scoordinamento tra quello che prescrive e quello che autorizza è             totale!

Chissà cosa succederà adesso che con il D.M. 22.12.2005             pubblicato su G.U. n.1 del 02.01.2006, che modifica il D.M.             25.07.2003, per cui le analisi relative alle partite di vino VQPRD             non dovranno più essere svolte esclusivamente dai laboratori delle             camere di commercio o dai laboratori con esse convenzionati, ma la             scelta è a discrezione del cliente che può rivolgersi a qualsiasi             laboratorio accreditato secondo la 17025 in tutto il territorio             nazionale. Anche in questo caso ci sono laboratori che “svendono”             le analisi imposte dai disciplinari in materia, a prezzi stracciati             passandole per accreditate. Anche qui torna la domanda: “chi             controlla?”…

La mia perplessità su tutto ciò che ho esposto nasce dal fatto             che facendo un banalissimo controllo incrociato ho rilevato delle             non conformità parecchio gravi. A cascata mi viene spontaneo pensare             che quanto viene fatto con scrupolo e correttezza, investendo molte             energie, tempo e denaro non sia la strada giusta!!!

Anche se resto fermamente convinta, e con me anche il personale             del laboratorio, che sarebbe invece opportuno tutelare i laboratori             che operano correttamente; impedendo tra le altre cose che si giochi             al ribasso sui prezzi dei servizi offerti perché non solo si fa             della concorrenza sleale, ma si scredita tutto il sistema e chi come             noi in tale sistema ci crede.

Restiamo in attesa di un Vs. gradito riscontro ovvero di             programmare un incontro, distinti saluti

dr.sergio Mastroianni

 

febbraio 2006