Determinazioni analitiche, valutazione dei risultati e confronto con i valori limite – Bergamo 13 giugno 2014

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Lo scorso 13 giugno, presso Sala Traini del CREDITO BERGAMASCO, si è tenuto il Seminario “Determinazioni analitiche, valutazione dei risultati e confronto con i valori limite” organizzato da ALA, in collaborazione con il Laboratorio EST Srl ed il Laboratorio WATER & LIFE LAB Srl, entrambi Soci di ALA. L’evento è stato patrocinato da ACCREDIA, CONFINDUSTRIA DI BERGAMO, ASSORECA, dall’ORDINE DEI CHIMICI DI BERGAMO e dalla PROVINCIA DI BERGAMO e sponsorizzato da OPEN-CO ed ULTRA SCIENTIFIC.

Il tema, di grande attualità, ha suscitato molto interesse sia tra i Laboratori privati che degli Enti Pubblici; interesse testimoniato dalle numerose domande di adesione pervenute alla Segreteria di ALA che impossibilitata ad accoglierle tutte sta progettando la replica del seminario.

Sono state coniugate esperienze pratiche di lavoro nel settore privato ed approcci operativi degli Enti Pubblici, fornendo al contempo indicazioni e riflessioni di carattere legale nell’ambito della tutela dell’ambiente.

Il pubblico presente era così composto:

 

L’ 87,4% dei partecipanti ha compilato il questionario di gradimento. Gli argomenti trattati sono stati considerati utili sia per l’aggiornamento che per il futuro.
La competenza professionale e l’efficacia della comunicazione dei Relatori sono state valutate al massimo livello.

I case study presentati hanno riscosso notevole interesse, con la richiesta di inserirli in misura maggiore nei prossimi seminari.

Diversi partecipanti hanno proposto che l’evento venga replicato  ampliando gli approfondimenti, in primis sulla “necessità di stabilire regole metrologiche certe e condivise a livello nazionale per la valutazione dei dati analitici (rispetto ai limiti) in modo da superare le attuali incertezze decisionali e facilitare il confronto tra risultati ottenuti da diversi laboratori”, inoltre sugli aspetti penali e sull’incertezza di misura del campionamento.

Molta importanza è stata riconosciuta alla attribuzione dei Crediti Formativi Professionali (CFP). E’ consistente l’interesse per le finalità e le iniziative di ALA , e molti desiderano avere informazioni sulle prossime iniziative.

A conclusione del Seminario si è svolto un dibattito, che ha toccato i seguenti argomenti:

  • controllo dei Rapporti di Prova da parte di un soggetto pubblico serio e affidabile;
  • specificità dei ruoli;
  • campionamenti.

 

Tutti i presenti hanno apprezzato l’organizzazione, i contenuti trattati e  anche il buffet.

Particolarmente calorosi e graditi gli apprezzamenti ricevuti dal Dott. Bianco e dalla Dott.ssa Tramontin di ACCREDIA,  dalla Dott.ssa Vannini e dal Dott. Vitelli di ARPA Lombardia che sono un’ottima base per il proseguimento della collaborazione culturale e scientifica.

 

I meriti del successo dell’iniziativa vanno:

  • ai relatori (Dott.ssa Elena Gelfi, Dott. Battista Nicoli, Dott.ssa Patrizia Vannini, Dott. Matteo Vitelli, Dott. Paolo Bianco, Dott.ssa Silvia Tramontin e Avv. Prof. Angelo Merlin),
  • agli Enti patrocinanti (ACCREDIA, CONFINDUSTRIA DI BERGAMO, ASSORECA, ORDINE DEI CHIMICI DI BERGAMO, PROVINCIA DI BERGAMO),
  • al CREDITO BERGAMASCO che ha messo a disposizione del seminario la bella Sala Traini,
  • agli sponsor (Open.Co Srl, Ultra Scientific Italia Srl, Est Srl e Water & Life Lab Srl)
  • al Dott. Melocchi di EST Srl che ha effettuato le riprese audio e video dell’evento.

 

Un particolare riconoscimento va al Dott. Umberto Minola di EST Srl e al Dott. Battista Nicoli di Water & Life Lab Srl che insieme ad ALA  hanno ideato, progettato e curato la realizzazione del Seminario.

 

ABSTRACT DEGLI INTERVENTI

“Caso reale di validazione della misura in analisi di idrocarburi nei terreni”
Relatore: Dott.ssa E. Gelfi (ALA – EST Srl)
La relazione si basa sull’esperienza maturata con la partecipazioni a Proficiency testing per la determinazione di idrocarburi C>12 in campioni di terreno.
Si analizzano i metodi disponibili e la loro adeguatezza a quanto richiesto dalla normativa italiana, la validazione delle modifiche apportate e l’applicazione di quanto previsto dall’assicurazione di qualità del dato analitico.
Vengono esposti i risultati dei laboratori partecipanti e si analizzano i principi che regolano il confronto tra risultati conseguiti da diversi laboratori con i relativi criteri di accettabilità.
Infine si analizzano alcuni passaggi critici del metodo UNI EN ISO 16703:2004 al fine di ottenere una misura affidabile e difendibile.

“Prove su matrici ambientali: qualità del dato analitico e valutazione della sua conformità rispetto ad un limite”
Relatore: Dott.. B. Nicoli (ALA – WATER & LIFE LAB Srl)
I laboratori di analisi che operano nel campo ambientale eseguono di norma controlli al fine di verificare il rispetto del limite di legge.
Intendiamo evidenziare il procedimento che porta ad associare un valore di incertezza al risultato analitico e le situazioni complesse ed incerte che è necessario superare nella valutazione di conformità rispetto ai limiti di legge. Le due differenti matrici esaminate, acque destinate al consumo umano ed emissioni in atmosfera, dimostrano inoltre una differente consistenza dell’incertezza di misura e criticità diverse.

“Stima dell’incertezza di misura: approccio operativo dei laboratori di ARPA Lombardia”
Relatore: Dott..ssa P. Vannini – Dott. M. Vitelli (ARPA Lombardia)
Il lavoro descrive l’esperienza condotta della rete dei laboratori di ARPA Lombardia ancora operanti sul territorio lombardo, per arrivare ad una espressione comune e trasversale della stima dell’incertezza in particolare sui parametri di tab.1 e 3 dell’all. V alla parte terza del D.lgs.152/06 da determinare nelle acque di scarico dei depuratori.
– Composizione di un gruppo formato da professionalità diverse e provenienti da differenti realtà (Tesa 17025).
– Redazione da parte del gruppo di una procedura comune e condivisa. Di essa si fornisce una sintesi dei contenuti che privilegiano approcci al calcolo di tipo olistico/Horwitz e misto con abbandono progressivo del metrologico (mantenuto per la tenuta sotto controllo del metodo). Sono fornite informazioni sui supporti di calcolo utilizzati.
– I circuiti vengono gestiti centralmente; i laboratori verificano le proprie prestazioni mediante i risultati del circuito e ne adottano l’incertezza.
– Si propone l’adozione di una incertezza target (solo acque reflue) che viene definita attraverso una funzione all’interno della quale ricadono le stime di incertezza calcolate da tutti i laboratori partecipanti.

“Confronto con i limiti”
Relatore: Dott. P. Bianco – Dott..ssa S. Tramontin (ACCREDIA)
La gestione del risultato di un confronto tra un valore misurato e un valore limite (previsto dalla normativa di riferimento) è un problema di grande attualità.
– Alle norme ISO 14253-1 e ASME B89.7.3.1 è affidato, in ambito internazionale, il compito di definire le regole decisionali per provare, tenendo conto dell’incertezza di misura, la conformità o la non-conformità di un prodotto a delle specifiche.
– La Commissione del Codex Alimentarius ha proposto di fornire una guida alle autorità governative per risolvere le dispute che possono sorgere quando i risultati analitici eseguiti su una sostanza alimentare non siano in accordo tra quelli ottenuti alla partenza e quelli ottenuti all’arrivo.
– Decisioni del settore cogente: D.M. 10 febbraio 2000; Regolamento CEE 213/2001 abrogato dal Regolamento CEE 273/2008; Direttiva 2003/78/CE (patulina); Direttiva 2005/4/CE che modifica la Direttiva 2001/22/CE; le Direttive ambientali.

“I limiti di soglia nella tutela penale dell’ambiente: il modello italiano e le problematiche processuali”
Relatore: Avv. A. Merlin (ASSORECA)
La relazione ha due distinti contenuti. Il primo analizza le caratteristiche degli illeciti penali ambientali nei quali il reato si concretizza con la violazione dei limiti di accettabilità. Ci si chiederà se questi reati sono conformi o meno al principio di offensività formulando anche una prospettiva di riforma degli stessi.
Nella seconda parte viene trattato l’argomento della valutazione probatoria dell’analisi chimica all’interno del processo penale sempre con riferimento al superamento delle soglie di accettabilità.